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In vigore il decreto sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione

12/07/2017

E' entrato in vigore il 10 luglio scorso, il Decreto Legislativo 16 giugno 2017, n. 106, di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 305/2011, sull'armonizzazione delle regole sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione.
Con l'emanazione del decreto restano ferme le disposizioni nazionali che stabiliscono regole tecniche inerenti la progettazione, l'esecuzione ed il collaudo e la manutenzione delle opere da costruzione (art. 1).

Tutti i dettagli del decreto legislativo 106/2017 su www.insic.it



Sopralluogo preventivo: imprese affidatarie e controlli

23/05/2017

Le misure di tutela della salute e sicurezza sul lavoro pongono a carico del committente la verifica, nell'ipotesi di cantieri temporanei, dell'idoneità tecnico professionale dell'impresa affidataria (iscrizione alla Camera di Commercio e autocertificazione in ordine al possesso dei requisiti previsti dalla normativa di settore), anche nel caso in cui la prestazione si esaurisca in un sopralluogo per la verifica dei lavori da eseguirsi. Lo riporta la sentenza della Cassazione Penale n.10014 del 1 marzo 2017.

La sentenza è estratta dalla rassegna della giurisprudenza della rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro a cura di S. Casarrubia.
Il testo integrale della sentenza è disponibile sulla Banca Dati Sicuromnia: richiedi qui una settimana di accesso gratuito.

Nel caso prospettato alla corte, l'imputato è stato condannato dal giudice di merito, perché, nella qualità di committente dei lavori, aveva omesso di verificare l'idoneità tecnico professionale dell'impresa appaltatrice (art. 90, co. 9, T.U. Sic.).
Con il ricorso per cassazione, l'imputato deduce che, invero, si era limitato ad incaricare la ditta per un sopralluogo finalizzato alla redazione di un preventivo per la riparazione del tetto, senza che fosse stato concluso un contratto di lavoro.
Per la Cassazione il punto è irrilevante. Quand'anche non si fosse approdato alla stipula di un contratto di appalto, si era comunque consentito al preteso titolare della ditta edile di effettuare un sopralluogo presso la struttura danneggiata, salendo cioè sul tetto del capannone e verificando in concreto le opere necessarie alla sua riparazione. Orbene, per effetto dell'art. 90., co. 9, del T.U. Sic., "non è affatto necessario il perfezionamento di un contratto di appalto... ben potendo la commissione esaurirsi in una mera prestazione d'opera, quale è certamente il sopralluogo sul tetto ai fini della verifica dei lavori necessari, alla quale devono dunque presiedere le cautele previste".


Ecco il nuovo aggiornamento di PSC

28/11/2016

E' stato pubblicato il nuovo aggiornamento alla versione 6.0.19 di Progetto Sicurezza Cantieri: si tratta di un importante aggiornamento delle banche dati.
E' stata inserita nell'archivio “Elementi di organizzazione del cantiere” del modulo PSC la scheda riguardante l’installazione ed uso di ascensore/montacarichi di cantiere.
Sono state aggiunte poi nella suite nuove fasi lavorative:

  • Archivio Lavorazione/Fasi di lavoro “Approntamento e smobilizzo cantiere”: inserimento della fase di lavoro “Installazione ed uso di ascensore/montacarichi di cantiere”
  • Archivio Lavorazione/Fasi di lavoro “Impianti interni agli edifici”: inserimento della Lavorazione e della Fase di lavoro “Impianti antintrusione”
  • Archivio Lavorazione/Fasi di lavoro “Impianti interni agli edifici”: inserimento della Lavorazione e della Fase di lavoro “Impianti di rilevazione incendi”
  • Archivio Lavorazione/Fasi di lavoro “Impianti interni agli edifici”: inserimento della Lavorazione e della Fase di lavoro “Impianto di videosorveglianza a circuito chiuso”.

E' stata completamente riorganizzata la Lavorazione/Fase di lavoro “Approntamento e smobilizzo di cantiere”. L’intero archivio è stato aggiornato attraverso il passaggio della struttura di archivio dalle sezioni Allestimento/Opere provvisionali/Smobilizzo a Apprestamenti/Attrezzature/Impianti/Infrastrutture, coerentemente con l’allegato XV.1 del D.Lgs. 81/2008. La stessa lavorazione è stata inoltre aggiornata con l'introduzione delle seguenti fasi:

  • Allacciamento servizi dei baraccamenti
  • Allestimento di ponte metallico su ruote
  • Allestimento di ponteggi metallico
  • Gru a torre
  • Gru automontante
  • Indagini e valutazioni del terreno
  • Installazione di silos
  • Montaggio baracche
  • Montaggio di parapetto prefabbricato
  • Piattaforma di lavoro autosollevante a colonna/e
  • Piattaforma di lavoro mobile elevabile (PLE)
  • Taglio piante.


Lavori di manutenzione su coperture piane senza protezione

23/06/2016

La rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro risponde a un nuovo quesito in materia di sicurezza nei cantieri.
È possibile gestire il lavoro di manutenzione su una copertura piana non dotata di protezioni collettive attraverso un accesso con scala esterna, sbarco sul perimetro della copertura protetta allo sbarco dalla scala, successivo camminamento non ancorati verso il centro della copertura piana ed attacco di cordino di trattenuta su un paletto posto al centro della copertura? Può essere ammissibile, talvolta, il tragitto di andata e ritorno non legati da sbarco scala perimetrale verso il centro della copertura, lontani dal fronte perimetrale di caduta, oppure è sempre vietato?
Risponde l'Ing. Marco Surace, Ispettore tecnico Direzione Territoriale del Lavoro

Secondo l'Esperto

Il capo II del titolo IV del D.Lgs. 81/08, che si occupa di lavori in quota (nelle costruzioni ma non solo) norma le attività lavorative che espongono "il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a due metri rispetto ad un piano stabile" (art. 107).
Nel caso del quesito, potremmo considerare il solo transito verso il centro della copertura, a distanza presumibile di qualche metro dal bordo, per il solo tempo necessario ad attaccare il cordino di trattenuta ad una linea vita esistente, come attività non a rischio di caduta.
Resta sottinteso che la scala dovrà rispondere ai criteri di cui all'art. 113 o all'allegato XX del decreto citato, e che l'utilizzo di DPI deve sottostare a quanto normato dal titolo III del decreto.
Potrebbe essere opportuno indicare, come procedura di lavoro e informativa ai lavoratori impiegati, il percorso dalla scala alla linea vita, valutando di caso in caso - a seconda della frequenza della manutenzione, ad esempio - se posizionare delle transenne, dei semplici paletti o anche due strisce disegnate in terra che indichino il tragitto preciso da compiere in assenza di protezioni.


Utilizzo di seghe circolari e mancata formazione del lavoratore

09/06/2016

Nella sentenza n.1021 del 13 gennaio 2016 della Cassazione si afferma la responsabilità dell'amministratore unico della società per la lesione personale grave all'operaio dipendente della predetta ditta, per una "subamputazione del 2° e 3° dito ed amputazione del 4° dito a livello della IFD mano sinistra", in quanto il datore di lavoro non aveva messo a disposizione del lavoratore attrezzature adeguate e non lo avera adeguatamente formato sulle condizioni di utilizzo ed impiego della stessa.
Nella sentenza veniva imputato al datore di lavoro di non aver messo a disposizione dei lavoratori un'attrezzatura adeguata alle mansioni da svolgere, non fornendo loro un portapezzi o uno spingitoio da utilizzare quando il taglio residuo era di piccole dimensioni ovvero attrezzature al taglio millimetri ed obliquo dei listelli in legno determinando in tal modo un grave rischio per l'operatore.
Inoltre, non si era assicurato che il lavoratore, addetto all'utilizzo della sega circolare avesse avuto una adeguata formazione sulle condizioni di utilizzo ed impiego della stessa.
I giudici di merito senza dubbio avevano rilevato che l'amministratore unico della società, anche ove abbia conferito una valida delega a terzi in materia di sicurezza sul lavoro, resta comunque responsabile della formazione dei propri dipendenti, in questo caso del tutto omessa. E resta anche titolare dell'obbligo di vigilanza sul delegato al fine di verificare che questi adempia correttamente all'incarico, e -come si rileva nella sentenza - anche tale obbligo risultava inadempiuto dal ricorrente: egli stesso aveva ammesso di non aver frequentato i cantieri e di essersi disinteressato concretamente dell'andamento della società, come confermato anche dai dipendenti. Inoltre, si legge nelle conclusioni, anche fosse stata effettivamente rilasciata una valida delega in materia di sicurezza, vi sarebbe stato un sistematico inadempimento da parte del medesimo ricorrente che avrebbe avuto il dovere di rilevare e cui aveva l'obbligo di ovviare. Certamente è poi responsabilità del ricorrente-amministratore unico che aveva poteri di spesa, quella di avere dotato i dipendenti di una sega circolare del tutto inidonea ad eseguire tagli di precisione e in obliquo, così com'era necessario fare per predisporre le cornici delle porte. Quella sega, infatti, conferma la Corte, era predisposta per tagli diritti, a distanza costante ed era dotata di un battipezzo conformato per tale scopo, mentre per eseguire tagli trasversali l'operatore doveva trattenere il pezzo con la mano sinistra 'a morsa' e spingere in avanti il medesimo con la mano destra, con l'evidente rischio - poi realizzatosi - di porre le dita della mano sinistra sotto la lama in movimento.


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